Correrò, dunque, in tutte le parti

simultaneamente,

correrò dietro il mio proprio cuore,

simile ad una biga

trainata da tutte le parti allo stesso tempo

da un tiro di cavalli frustati.

Nichita Stanescu

 

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Sono quasi arrivato: in quale simmetria l’uomo sostiene il suo contrario? È tanto sottile la paura che mi schiaccia.

Lo sfuggire distolto delle cose è un utero che nel buio mi nasconde tra le sue stesse viscere…

 

("Il fuoco ti colora mio fiore – appuntato sul mio petto tremi sul tuo gambo").

Il paesaggio riappare come un vento che a prima mattina soffia forte. Guardo in giro, vedo una faccia meno malinconica, fluttuare tra le vetrine disseminate nel buio.

 

("Versodovevai?")

Vorrei andare verso il sole e comprarti la sua luce.

Con sottile ironia calpesto nei miei passi il cammino che segno per giungere a te. Non è lontana la tua casa.

Il buio mi corre incontro e ancora sono in cerca d’una trinità dalle stesse facce.

Cosa ti manca? Dico tra me.

Il sapore della polemica è una sciocca illusione: quando arriva il momento in cui diventano evidenti i segni delle novità è inevitabile cercare di ritornare al punto di partenza.

Che sciocca illusione è la regola della vita. Quale prospetto della ragione quando c’è la voglia di cambiare?

Questa sera è nera e piena d’accuse.

Chi sono?

Dove sono?

L’oscurità di questi luoghi m’avvolge con tutta la sua indolenza. La luna brilla sul mio viso segnato dalla stanchezza. Ho lo sguardo carico di tensione e cammino tra la gente, che sta per diventare balsamo per la confusione affollata nel cervello. Le vie sono cariche di luci e le vetrine, con gli oggetti esposti, danno un senso d’allegria.

La sera ammanta la città. Le luci confortano la sera.

Passo davanti a una farmacia.

Mille pensieri s’aggiungono ad altri mille… Passo oltre.

Torno indietro.

Entro.

Dal camice bianco un vecchio mi guarda.

Ha gli occhi luccicanti d’accusa, come se già sapesse. ritorno.jpg (33184 byte)

Vorrei una di… "quelle..."

Il dito è sulla scatola rossa: due si baciano teneramente.

La sera avvolge la città.

Le luci avvolgono la sera. Scatoletta rossa in tasca.

Le immagini scappano, disperatamente, provo a fermarle.

Ripenso a lei.

Ogni attimo mi riporta alle narici il suo profumo.

Stringo tra le dita una sua foto.

Mio Dio! Io e lei. Siamo stati insieme.

Mi domando cosa avrà pensato vedendomi nudo.

Vedendomi muovere disperatamente sopra di lei.

Cos’avrà pensato di questo ragazzo che per giocare a fare l’uomo non ha mai guardato dall’altra parte dello specchio per vedersi con le rughe sul viso e i capelli bianchi e radi?

 

FINE SECONDA PARTE

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