(Sono così infelice!) Il cuore duna donna dovrebbe essere di cipolla.
Narciso! Mio Narciso raggiante, eravamo anemoni, viole e lillà, adesso il mio cuore dorme come un dio abbattuto e stanco sogna lultimo onore della festa. Adesso il mio cuore riposa sullorlo della memoria sgualdrina e come un anemico ha il sangue opaco ed è senza artigli nelle dita. Guardami! Noi siamo ciò che resta del sogno affrancato: il gelo e nientaltro! È stato bello abbracciare una nuvola e sentirne la piena freschezza, ma è anche vero che solo vivendo sullorlo dellabisso ho intravisto la vita prima daccettare che il sangue folle della dannazione mi facesse bere il suo veleno poiché noi, nuvola senza dimora, noi siamo soltanto numeri nei granelli di clessidra. Numeri nel chiaroscuro della tavola di Pitagora. Numeri daggiungere al flagello dei cuori spezzati. Numeri sulla pelle gibbosa delletà che sa intarsiare veloce le rughe. Quale bisogno cè della nostra gioventù se dura così poco? Cosè la bellezza se non un feticcio deforme per gli dei che giocando ci mettono fuori strada. Cosè la bellezza se non una famelica massa nello scibile umano? Solo linnocenza sa possedere la felicità.
(Non sciupare i brevi momenti che la vita concede!) Sono solo parole. Parole. Le troppe parole uccidono e dominare gli impulsi fa male. Fa male quando la briglia diventa troppo
stretta e, come il seno duna madre, la grande gratitudine della vita è
lillusione, ma verrà il giorno in cui il mio cuore si nutrirà di giornali e
sottaceti e, nel frattempo, avrò sempre cura del tuo ricordo che ha reso visibile e
rovente il tono (arrugginito e senzanima) dei sovrani che covo nel petto. Dubbio e
realtà: sono loro mia rosa purpurea che pongono i limiti nella
disputa della mia vita e circondano di stima dilettevole il mio cuore saggio. Tu sei stato un sogno e i sogni sono solo milizie che reclamano i loro ordini; applicano le loro leggi e adesso tu sei lontano dai trecento tramonti che hanno nuotato in fretta. Hanno nuotato, e in questo penso ci sia una ragione. Una ragione prevale sempre su tutto! E Adesso? Questo non è urgente. Non posso lamentarmi. Ho da fare. (Dettagli indifferenti). Non è lallodola mio Romeo che canta commossa, è il silenzio che presto si dissolverà per fare posto a una donna che da sola si spoglia nella stanchezza e dorme mia Rosa Tersicorea nella difesa dun pugno stretto dove lartiglio spunta solo per ferire. So che tutto questo non ha senso, ma il delitto è un sogno splendente sullombra del sudore quando prova a cerchiare la fronte. La giovinezza è un tempio i cui pilastri, doni arbitrari, si fondono sulla luce che si apprezza solo quando si spegne. E in questa sciagura inesplosa tu Distratto Navigante corònati con gli allori più verdi, con le spade più taglienti, con le dottrine da fiera, poiché tutto ciò è un esilio clamoroso. E noi? Noi non abbiamo altro che la nostra età in affitto e un posto tra gli altri.
FINE |