Claudio mi scrisse. Due giorni
dopo la sua prima lettera la lessi e la rilessi tante volte come se dovessi imparare a
memoria il suo contenuto. Risposi in fretta... e finalmente la giornata del venerdì s'era
conclusa. Quella notte a stento riuscii ad addormentarmi. Il pensiero correva già al
pomeriggio del giorno dopo perché l'avrei rivisto.
Il sabato mattino sembrò ancora più lungo
della notte che mi ero lasciata alle spalle e dopo, senza rendermene conto... ero già
scesa dall'autobus e mi trovavo a Catania con il cuore martellante di gioia.
Claudio era in Profumeria con sua zia Lilly.
Appena mi vide mi raggiunse di corsa. Quanta gioia ascoltare i suoi occhi ce parlavano di
tutte quelle cose che la sua bocca non avrebbe mai detto.
La domenica pomeriggio, assieme a mia sorella
minore, Silvana, che allora aveva solo 7 anni andammo ai giardini pubblici di Villa
Bellini.
Silvana giocava tranquilla nel parco con le
automobiline e noi due seduti su una panchina.. quella che sarebbe poi diventata la nostra
panchina, parlammo della nostra "settimana di scuola".
Timidamente, nel frattempo allungò il suo
braccio dietro le mie spalle ed io mi sentii piccola cosa dentro quel lungo braccio che mi
circondava.
Nel frattempo l'oscurità iniziava a stendere
il suo velo e un lieve alito di vento sbatteva fra le fronde degli alberi. Gli stretti
viali erano ricoperti di foglie morte. Poi il buio diventò più intenso e fu allora che
sentii il viso di Claudio avvicinarsi al mio e per la prima volta le sue labbra
sigillarono un ingenuo bacio sulle mi labbra.
Mai più dimenticai il sapore di quell'istante
né i mille brividi che per giorni e giorni scorazzarono in lungo e in largo sulla
schiena.
Quando ci alzammo dalla panchina per rientrare
a casa, altrimenti mio padre mi avrebbe pestata, non so se fu per l'emozione o per il
freddo accumulato, fatto sta che iniziarono a sbattermi i denti così tanto che non
riuscii più a parlare poiché tutte le volte che ci provavo sbattevano come dannati.
Nella casa della nonna, ogni sera, l'unico
conforto che avevo era la "scrittura".
Non so se questa tristezza
è fatta d'incomprensibili abbandoni
di soffocata nostalgia
d'incompresi pensieri
o di mesti ricordi ?
Così rimando
pensierosa e muta
guardando tutto ciò
che di deserto
mi circonda, sorda
ad ogni voce udita
del tacito pianto soffocato nel silenzio.
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Per la prima volta promisi ad un uomo amore
eterno e per rassicurarlo di ciò ci pensavano le lunghissime lettere, che ogni giorno gli
scrivevo. Fu l'amore profondo che provavo per questo ragazzo a far di me una schiava del
foglio e un'ubriaca d'inchiostro.
Claudio, rimasto orfano viveva con il padre e il
fratello di dieci anni maggiore di lui, viveva con il carico di tutta la
responsabilità
della solitudine e la paura di affrontare la vita. Il padre non aspetto molto a risposarsi
ed il fratello lo segui giù di li a quale mese. Claudio abbandonò la casa materna per
andare a vivere con il nonno Franz e zia Lilly. Entrambi svizzeri e con una mentalità
troppo quadrata rispetto alla nostra più malleabile.
Per lui, aver trovato una ragazza, e per altro
innamorata. inorgogliva il suo status mascolino con i pochi amici (tre in tutto) e quello
stato di assoluta libertà gli permetteva di essere invitato a casa delle amiche della zia
Lilly e le quali speravano di accasarlo presto con qualcuna delle loro figlie.
Grazie all'immatura esperienza che aveva con le ragazze,
questo improvviso brulicare di ragazze distolse il suo interesse verso di me... che gli
scrivevo tutte le sere lettere d'amore. Non era in grado di recepire quelle parole che
turbavano quella sua giovane mente alle prese con i problemi di un futuro invero e con una
situazione che sentiva stava diventando troppo seria per la sua posizione di adulto
forzato.
Fu così che un giorno iniziò a decantarmi le lodi su una
certa "ragazza che andava a trovare tutti i pomeriggi a casa sua.
Nella mia mente scoppiarono in contemporanea l'Iliade e l'odissea, il dramma e la vendetta, l'odio e la gelosia.
Claudio ci lasciammo ed io rimasi con il cuore sanguinante.
Ieri mi hai detto addio ed io
non ho più sentito battere il cuore
Ieri nel silenzio dicevi:
- tutto è finito -
Ieri mi hai salutato
Ci rivedremo domani?
Nessun domani tornerà tra noi
poiché quest'ora che
fin dal primo incontro temevo
è arrivata e sei uscito dalla mia vita
lasciandomi col dolore di tutta una vita
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