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Ed io, minuscolo, confuso
dal grande vuoto disseminato, a somiglianza, a immagine del mistero, mi sentii limpida parte dellabisso, volteggiai con le stelle, il mio cuore si scatenò nel vento. Pablo Neruda
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Manca
davvero poco. Questa volta ho per davvero il bisogno daverla accanto. Come sempre, con i suoi occhi pronti a guardarmi in venerazione, nel segno dun sorriso calmo nella penombra. Un piacevole mormorio già si sente nellaria. La platea è così vicina che quasi percepisco il respiro dognuno pronto a spegnersi nel petto. Lunica cosa che non sopporto in questi momenti sono gli altri attorno a me. Loro parlano senza dire nulla. Emettono semplici suoni che, senza alcun senso, si dispongono sulle loro labbra, prima di sciogliersi e perdere volume. Forse è la tensione!Agisce sul corpo per farmi sembrare una candela dentro la calzamaglia bianca. La testa mi si muove direzionandosi verso qualcosa che non riesce a trovare. Il palcoscenico si anima. |
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Ora tutti zitti. Pochi
minuti al via. Raggomitolato
scatto come una molla. Tocca a me: il segno della croce tra le quinte. Adesso non importa più nulla. Stringo forte le dita dentro il palmo della mano e già con lo sguardo segno la linea dazione. Il confine degli spettatori, al di là della ribalta, incrocia il mio. Maschero bene la mia indifferenza. Li guardo distratto: prima una fila, poi laltra. Non è forse il pubblico che senza fretta, sulle comode poltrone e con la pazienza dun cacciatore appostato, punta gli occhi? Vorrei chiedere loro se conoscono il prezzo dun applauso. Un applauso: la sola ricompensa che appaga la nostra amara passione. Una passione che sa pungere più dun morso sopra la ferita. Meglio per voi che restate immobili poiché lunica cosa che importa è che il vostro sorriso si rifletta tra i panni nerastri di queste vecchie scene, tra gli odori di questa polvere secca che salza tutte le volte che tocchiamo le tavole del palcoscenico. Scuoto la testa allindietro e più veloce dun lampo listinto animale fluisce simultaneamente da tutti i sensi. A ogni istante divento un altro che ricalca lantica impronta riscritta tra i cambi di scena al buio. |
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