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Occhi riflessi in uno specchio di cenere. Onde sonore sovrapposte. Figure liquide condensate. Una testa di gallo sfumata nellaria. Salti di lepre e canguro. Corpo oleografico sconfinante. Linee a scolpire ritratti nel mare di movimenti. Fiaccole arse. Rullii di tamburi e calici pronti a brindare. Rostri e bandiere dagitare. Tripudi isterici, vittorie e fughe da conquistare. Drappi di veli volanti e antichi dei morenti. Vera Ambra |
| Allimprovviso mi ritrovo braccato dal desiderio che non dà tregua. Sento che sono pronto a scommettermi. Capisco ciò dalle vampate che arrossano le guance. Osare, nel solo rischio dellaudacia. Osare, nel solo risultato di vincere. Tiro fuori ogni goccia denergia in questo spazio, dove mi dibatto come un animale ferito. In altitudine e longitudine definisco la certezza duna posizione geografica. Disegno dal vero le linee coordinate nel varco dei miei gomiti che tracciano ampi spazi aperti. Mi proietto nellombra filtrata dalla luce boreale. Bianche, come le visioni di lampi, sono le nuove varianti che proietto verso una direzione unilaterale e avanzo come soldato in riga per lattacco. Non sento più la fatica. Sono una figura informe che divora tutto in una risucchiante movenza leggera. Ogni osso delle dita è un filo derba che cresce sotto il sole. Ogni muscolo è granito daltopiano illuminato e sotto i proiettori mi diramo nel frangersi veloce dei miei salti. Il mio mosaico ha raggiunto la perfezione e posso risalire gli applausi. Gli applausi, come una moltiplicazione di gesti e sprechi di fiati e . |
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