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Non ha forma la ferita che sanguina sui pensieri e con i germi della malinconia, come un abito elegante, stretto ai fianchi e fino alle caviglie, indossa la mente. (Vera Ambra) |
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| Nel cielo era lì, autoritaria. Rideva la luna tra candidi veli. A lei soltanto, ancella e ingenua puttana, a lei, vergine e vestale, chiesi perché nulla turbava la quiete dellargento della sua faccia, piatta, lucida, liscia, perfetta (?)
Un sogno ingenuo. Un sogno spezzato. Un sogno che sarebbe svanito come una nebbia quando spunta il sole. Non avevo voglia di svegliarmi da questo sogno che come una panacea aveva alimentato semplicemente la mia vita. Proprio questo sogno, così innocente e pulito, aveva liberato dalle scorie la mia stessa esistenza
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..Diventavo sempre più certa: la piccola nube stava per
trasformarsi in tempesta. I riccioli sulla fronte sembravano sospesi in quel suo viso di ieri, un viso già segnato nella memoria del mio sangue. Ah! Se gli occhi fossero stati pugnali lavrebbero ucciso. Rimasi a guardarlo disfatta. Lui: una visione strana. Lui: un semplice confine tra la mia follia e le sue trappole. Occhi vivaci e pelle troppo bianca. Le sue mani bianche. Le guance, appena ombrate da un velo di peluria, erano lisce e bianche, come bianca era la sua pelle nel candore perfetto della neve. Ora quasi irreale. Ora fermo davanti alla porta. Fermo contro il muro. Fermo dentro quella sua sagoma allampanata. Dentro un giubbotto nero. Dentro la sua impronta darroganza stretta al petto con tutte e due le mani. Non si trattava della solita ossessione: lo vedevo ovunque. Non era un viandante che tornava a casa ma un navigante che approdava con le mani straziate.
Spicchio di luna, la luce appartiene al sole.
Credo dessere diventata pallida, indifesa nella calma che sosteneva il suo sguardo, lo attraversava senza temerlo. Sembrava persino sincera la sua preoccupazione disegnata sul contorno immobile delle palpebre.
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