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Ora alzato.

Ora girato.

Ora fermo.

Ora mente e corpo rispondono come principii ordinati ma, attraverso un odore, in un lampo depuro l’irrazionalità di conquistare il mondo intero.

L’odore: un odore che sembra quello delle mele mature.

È l’odore del corpo sudato che mi trascina in una sensazione strana.

Forse ho buttato la mia vita come un fazzoletto sporco che, caduto a terra, s’è confuso con il fango?

Ripenso al vino bevuto dalle sue labbra, ai sensi di colpa, all’odore di pelle, all’odore di donna.

Il tormento del mio cuore, quando la nostalgia mette le sue radici, è soprattutto la sera. È la sera che con mille problemi affogo la mente e, da gran furbo, davanti al telefono, spadroneggio quasi sempre l’impulso di formare un numero sulla tastiera.

(?!)... "Dai, cosa aspetti?" mi dico. Ma "non è che non vorrei", dico a denti stretti, e già immagino lei meravigliata a pronunciare il mio nome.

Suonava così bene alle mie orecchie la sua voce! Sarei contento di sentirla ancora giungere come l’aria nel petto, assieme agli odori della casa. Agli urli. Ai deliri. Alle dolcezze. Tante piccole cose adesso mi sono negate, strappate: cose che hanno lasciato le loro impronte nella memoria.

Che diamine perché mi manca l’aria? Strano, non riesco più a controllarmi. Se smettessi per qualche volta di crearmi tanti problemi… sarebbe facile!

 

("Anche più facile non pensarci!")amplesso.jpg (30296 byte)

Soffoco un’imprecazione. Non era la mia donna, era un misterioso impulso che trasmetteva le coordinate per una rotta dentro i sensi. Intraprendere viaggi nel suo corpo, tutte le volte, era come entrare in un labirinto per smarrirsi.

 

("Il sole qualche volta ha la pelle d’oca").

Una meravigliosa ubriacatura che trangugiavo da ogni suo abbraccio. Da ogni sua minuscola energia. Da ogni fantastica composizione. Dal caleidoscopio che ricamava, attraverso i lembi di pelle, preziose e irripetibili emozioni.

Ho rinunciato alla mia donna… è forse troppo tardi?

Ogni pensiero si nasconde nel suo stesso significato.

 

("C’è una gabbia per il cuore e una per il mare… e una sera le hai perdute entrambe").

 

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